Psico Terapia Breve
Strategica
a cura della dottoressa Samantha
Giannotti
Psicologa Psicoterapeuta
Fucecchio – Firenze - Toscana
Cenni storici
Le origini dell'approccio strategico risiedono nelle
antiche tradizioni elleniche, dalla retorica dei sofisti all’arte dello
stratagemma cinese (Watzlawick P.,Nardone G., Terapia Breve Strategica,
1997- Nardone G., Cavalcare la propria tigre, 2003), ovvero le antiche
arti di risolvere apparentemente irrisolvibili situazioni mediante
l'uso di stratagemmi e modi di comunicare suggestivi e persuasori.
Nei tempi più recenti si deve alla feconda
tradizione della Scuola di Palo Alto e ai suoi importantissimi studi
sulla pragmatica della comunicazione (Bateson, Jackson,
Watzlawick, Weakland)
la formulazione del modello di terapia breve.
Negli anni '70, infatti, il gruppo del Mental
Research Institute (MRI) presenta alla comunità dei terapeuti i
risultati del progetto Brief Therapy Center (Watzlawick, Weakland, Fisch 1974 - Weakland et
alt. 1974).
Tra Paul Watzlawick e Giorgio Nardone nasce una
collaborazione che li condurrà alle moderne evoluzioni della terapia
breve strategica.
La collaborazione tra Paul Watzlawick e Giorgio
Nardone, sviluppatasi per oltre 18 anni, ha condotto anche alla
pubblicazione di numerose opere tradotte in molte lingue, divenute
testi fondamentali dell'approccio strategico alla psicoterapia ma
soprattutto ha condotto alla messa a punto di numerosi
modelli di terapia specifici per le differenti patologie.
Nel 1990, con il suo primo libro “L’arte del cambiamento”
Giorgio Nardone presenta protocolli specifici per trattare particolari
disturbi; nel 1993, con l’opera “Paura, panico, fobie”, egli
descrive i protocolli per compulsioni, fobie, ossessioni, attacchi di
panico ed ipocondria, risultati essere la terapia più efficace e rapida
per tali patologie.
Successivamente, la stessa metodologia
sperimentale è stata applicata
a disordini alimentari come l’anoressia,
la bulimia ed il vomiting, ed ha evidenziato
nuove conoscenze relative ai meccanismi evolutivi di queste patologie
ed alle loro differenziazioni, che hanno consentito lo sviluppo di
efficaci protocolli per il loro trattamento (“Le prigioni del cibo”).
La
ricerca e la pratica clinica effettuate presso il Centro di
Terapia Strategica hanno prodotto un notevole aumento
dell’efficacia e dell’efficienza degli interventi terapeutici, oltre
alla messa a punto di numerosi modelli di terapie specifiche per
patologie differenti che sono il punto di riferimento del settore.
L'assunzione epistemologica di base di
questa scuola di pensiero è che la realtà che ognuno di noi percepisce
sia l’effetto dell’interazione tra il punto di osservazione che un
essere umano assume, il linguaggio e gli strumenti che sceglie per
comunicare la propria realtà.
I problemi psicologici e i disturbi mentali
vengono visti quindi come il prodotto di disfunzioni percettive e
reattive nei confronti della realtà.
L'intervento terapeutico
consiste dunque nella ristrutturazione
delle modalità di percepire e reagire ad una determinata realtà,
ovvero portare il punto di osservazione della persona da una posizione
rigida e disfunzionale ad una elastica e funzionale.
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