Disturbi Trattati
Ansia e Panico
Attacchi di Panico

 

“Per cancellare la paura voltati e guardala

in faccia perché ciò che affronti apertamente

si dissolve alla luce della consapevolezza”

Anonimo

“Immaginate di essere da soli in mezzo a tanta gente: di colpo, come fosse l'imboscata di un acerrimo nemico, sentite la vostra mente sfuggirvi. Il cuore impazzito scalpita come uno stallone al galoppo. La gola, riempita dall'aria come dalla piena di un fiume, soffoca. La testa come sul ciglio di uno strapiombo oscilla di vertigine. La paura dilaga in voi, volete fuggire ma non si può fuggire da se stessi, dalle proprie sensazioni. La paura vi avvolge, vi strangola, cercate di controllarla ma è lei che controlla voi. Sentite di impazzire e morire al tempo stesso. Di colpo la mano amica vi batte sulla spalla: < Ciao amore, scusami per il ritardo >. Quegli attimi di panico come nuvole penetrate dal sole svaniscono, ma sentite ancora la sensazione del gelido sudore addosso che vi ricorda che non è stato solo un brutto sogno.

Benvenuti nel mondo del panico.

La paura di questo nemico d’ora in poi vi accompagnerà come un’ombra sinistra,

e più cercherete di cancellarla più vi ci perderete dentro.”

(Nardone, G. Non c’è notte che veda il giorno, 2003)

 

Le parole del Professor Nardone ci aiutano bene a entrare nella drammatica situazione delle persone che soffrono di attacchi di panico. L’attacco di panico è il risultato di più fattori che interagiscono tra loro: quello che la persona percepisce ovvero il motivo delle sue paure (uno spazio chiuso, guidare l’auto, vedere un determinato animale ecc..); le reazioni fisiologiche della persona (tachicardia, sudorazione, tremori ecc..); le reazioni mentali della persona (“mi sembra di morire”, “sento che sto perdendo il controllo”); le azioni che la persona fa ovvero le tentate soluzioni, per uscire da questa impasse (chiede aiuto, evita certe situazioni, fugge, ecc..).

Le persone che soffrono di attacchi di panico sono intrappolate in un circolo vizioso dove è proprio quello che fanno per uscirne che le intrappola ancora di più.

 

Le tentate soluzioni (ovvero tutti i tentativi, le strategie che ognuno di noi mette in atto di fronte ad una difficoltà per superarla) più ricorrenti in questi casi sono:

-   controllare volontariamente le proprie sensazioni e  reazioni fisiologiche e mentali con il risultato paradossale che più la persona cerca di controllare e più perde il controllo;

-   chiedere aiuto alle persone che gli sono vicine ma anche in questo caso la persona non fa altro che aumentare il proprio senso di incapacità;

-   evitare le situazioni ritenute pericolose con il risultato che ogni singola cosa che la persona evita viene vissuta come ancora più pericolosa e questo porta ad aumentare il senso di sfiducia oltre che ad aumentare sempre più il numero delle cose evitate.

 

La terapia breve strategica attraverso l’uso di piccoli stratagemmi guida il paziente a interrompere le soluzioni disfunzionali messe in atto e lo porta a sostituirle con strategie funzionali che lo portino fuori dal circolo vizioso senza troppi sforzi e sofferenze.

Gli stratagemmi terapeutici usati nella Terapia Breve Strategica sono costruiti ad hoc e aiutano la persona che soffre di attacchi di panico a fare concrete esperienze di superamento della paura senza che nemmeno se ne accorga.

La consapevolezza infatti arriverà solo ad esperienza fatta quando la persona non potrà che rilevare le proprie capacità e prendere atto delle risorse attivate per fare ciò che fino a quel momento sembrava impossibile.

 

Negli ultimi vent'anni, presso il CTS di Arezzo su un campione di oltre 4000 casi di attacchi di panico, grazie alla Terapia Breve Strategica oltre il 95% è stato risolto in una media di 7 sedute.

 

 

Fobie

 

“Non può vivere senza timore chi è causa del suo timore”

Epicuro

La paura è un’emozione fondamentale per l’adattamento degli animali e degli esseri umani all’ambiente in cui vivono.

La paura, nelle giuste dosi, è quella sensazione fondamentale che ci permette di far fronte a situazioni pericolose, quella che ci mette in guardia di fronte ai pericoli.

Pertanto ogni essere umano prova paura, ed è proprio grazie a questa sana paura che ognuno di noi si attiva e riesce a gestire la realtà. Quando però la paura supera certi limiti perde la sua peculiarità e da risorsa diviene un limite che ci blocca e che ci incatena dentro la prigione del panico.

Una fobia è quindi una paura patologica che impedisce e limita, in varie misure, la vita quotidiana.

Questo tipo di disturbo oltre ad essere molto democratico (la fobia colpisce infatti indistintamente uomini e donne di qualsiasi ceto sociale e culturale) è anche molto creativo. Gli esseri umani possono avere paura di qualsiasi cosa, esistono infatti tante paure quante ognuno di noi ne può inventare; dalle più diffuse quali la paura di perdere il controllo, la paura dell’altezza, la paura di animali specifici, la paura dell’aereo ecc.. a quelle meno frequenti quali la paura del vento o la paura degli angoli.

 

Come nel caso degli attacchi di panico anche per le fobie il terapeuta strategico mette in atto degli stratagemmi terapeutici costruiti ad hoc per guidare la persona, attraverso esperienze concrete, al superamento della specifica paura e al recupero della fiducia nelle proprie capacità e risorse personali.

 

Il trattamento delle fobie mediante la Terapia Breve Strategica è generalmente efficace in più del 95% dei casi e la durata media è di circa 7 sedute. 

 

Disturbo ossessivo compulsivo

 

“Il folle è colui che cerca di scacciare la

propria ombra e ci si perde dentro”

W. Shakespeare

 

Anche questo disturbo nasce dalla paura patologica. La persona soffre di un disturbo ossessivo compulsivo, di fronte alla situazione che gli provoca paura, si difende attraverso la ripetizione di pensieri, formule o azioni compulsive.

Si innesca così un circolo vizioso che vede il soggetto prigioniero della ripetizione di questi pensieri e/o azioni, e quella che inizialmente era una soluzione diventa così il vero problema.

A questo punto, per gestire le situazioni di panico la persona ha solo due strade, o sceglie di evitare le situazioni temute o mette in atto compulsivamente i rituali.

Come si può facilmente intuire ciò porta a limitare fortemente la sua libertà.

 

All’interno di un disturbo ossessivo compulsivo i rituali messi in atto possono essere: riparatori  (rituali messi in atto per “riparare” a qualcosa che è accaduto e che potrebbe essere pericoloso); preventivi (rituali messi in atto per evitare che accada qualcosa di brutto o spaventoso); propiziatori (in genere sono una forma di pensiero magico legato a credi religiosi, fantastici o superstiziosi).

 

Per le ossessioni e le compulsioni, così come per le fobie, potremmo riportare numerosi esempi in quanto anche questa patologia è caratterizzata da una grande creatività; le ossessioni compulsive più frequenti riguardano il controllare e ricontrollare la chiusura delle porte, delle finestre, del gas così come continui lavaggi, rituali di ordine, rituali di pulizia o ancora la ripetizione di un’azione un preciso numero di volte, la ripetizione di una formula magica ecc…

 

Il trattamento efficace del disturbo ossessivo compulsivo prevede il ricorso a stratagemmi talvolta decisamente creativi, in grado di riorientare terapeuticamente i meccanismi che intrappolano la volontà dei soggetti (G.Nardone, 2003), in quanto nella maggior parte dei casi le persone dichiarano di essere consapevoli dell’assurdità di questi rituali ma i loro tentativi per limitarli o liberarsene risultano fallimentari.

DUBBIO PATOLOGICO

"Ogni alba ha i suoi dubbi"

Alda Merini

 

Il grande filosofo Kant ci ricorda come “prima di sforzarsi di cercare le risposte si debba valutare la correttezza delle domande”,  perché il rischio è quello di finire in un gioco senza fine dove ogni tentativo di risposta non fa che aprire il campo ad una nuova domanda, ad un nuovo dubbio.

 

Questa è proprio la trappola nella quale cade la persona che soffre di questo disturbo. Ognuno di noi, in quanto essere umano, ha bisogno di certezze e nella maggior parte dei casi, attraverso la logica, la razionalità ci illudiamo di poter controllare la realtà. 

Ci sono però tutta una serie di situazioni nelle quali la razionalità serve a poco; come ci ricorda Pascal “il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”. In tutte le occasioni infatti in cui sono coinvolte emozioni o sentimenti che possono essere di amore, rabbia o paura la nostra razionalità diventa un limite.

La persona che soffre di questo disturbo inizia a porsi una serie di domande scorrette, ad es “e se vado a cena fuori e poi mi sento male? Potrei chiamare mia sorella per farmi venire a prendere con una scusa.E se mia sorella non potesse venire, che faccio?” e attraverso un ragionamento razionale cerca di arrivare ad una risposta corretta. In realtà non fa altro che far partire una interminabile catena dove ogni risposta ad una domanda scorretta apre la porta ad un’altra domanda scorretta e così via in un gioco senza fine di dubbi-domande-risposte. 

Sono persone che arrivano in terapia lamentando un’ansia costante che altro non è che l’effetto di questo loro continuo rimuginare che le sfinisce fisicamente e mentalmente. Capita spesso che questi dubbi riguardino anche delle scelte che la persona si trova a dover fare tra due opzioni dove è evidente che non c’è in assoluto una scelta giusta ed una sbagliata ma questo le porta ad analizzare, analizzare senza arrivare poi ovviamente a nessuna scelta.

 

Ciò che viene fatto in Terapia Breve Strategica è condurre la persona a rompere questo circolo vizioso definitivamente ed in tempi brevi.

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